LE DEMOISELLES D'AVIGNON
 

Titolo dell’opera: Les demoiselles d’Avignon
Periodo di esecuzione: 1907
Soggetto: cinque nudi femminili e una natura morta
Collocazione attuale: New York, Museum of Modern Art
Dimensioni: 244x233 cm
Tecnica: olio su tela

In quest'opera Picasso, attraverso l'abolizione di qualsiasi prospettiva o profondità, abolisce lo spazio: si simboleggia perciò una presa di coscienza riguardo una quarta dimensione non visiva, ma mentale. Nella realizzazione delle figure centrali Picasso ricorda la scultura iberica, mentre nelle due figure di destra è evidente l'influsso delle maschere rituali dell'Africa. Soprattutto la figura in basso, con gli occhi ad altezza diversa, la torsione esagerata del naso e del corpo, evidenzia come Picasso sia giunto alla simultaneità delle immagini, cioè la presenza contemporanea di più punti di vista. Le due figure centrali hanno un aspetto molto diverso dalle figure ai lati.
In queste ultime, specie le due di destra, la modellazione dei volti ricorda le sculture africane che in quel periodo conoscevano un momento di grande popolarità tra gli artisti europei. Ciò che costituisce la grande novità dell’opera è l’annullamento di differenza tra pieni e vuoti. L’immagine si compone di una serie di piani solidi che si intersecano secondo angolazioni diverse.

Ogni angolazione è il frutto di una visione parziale per cui lo spazio si satura di materia annullando la separazione tra un corpo ed un altro. Le singole figure, costruite secondo il criterio della visione simultanea da più lati, si presentano con un aspetto decisamente inconsueto che sembra ignorare qualsiasi legge anatomica. Vediamo così apparire su un volto frontale un naso di profilo, oppure, come nella figura in basso a destra, la testa appare ruotata sulle spalle di un angolo innaturale. Tutto ciò è comunque la premessa di quella grande svolta, che Picasso compie con il cubismo, per cui la rappresentazione tiene conto non solo di ciò che si vede in un solo istante, ma di tutta la percezione e conoscenza che l’artista ha del soggetto che rappresenta.

>> I cinque nudi femminili rappresentati da Picasso perdono le forma arrotondate: le forme essenziali delle due figure centrali sono segnate da linee taglienti e spigolose; né ombreggiature né espedienti prospettici sono impiegati per rendere i volumi.
>> I volti appaiono disegnati con estrema chiarezza, benché stilizzati.
>> In origine anche gli altri tre nudi erano dipinti in questo modo: ma improvvisamente Picasso cambiò registro, sconvolgendo la composizione. A determinarli fu l’incontro dell’artista con l'arte africana: essa come il cubismo rappresenta ciò che di un oggetto si sa, non ciò che appare ai sensi.
Prima sovrappone il nero al rosa originario della testa di sinistra conferendole le sembianze di una maschera. poi in modo più radicale interviene sui volti e sui corpi delle figure di destra, i quali risultano nettamente più angolosi degli altri, con tocchi di colore puro che distinguono i piani che li compongono.
>> Il nudo in piedi appare sfaccettato, come intagliato in un tronco di legno.
>> I visi presentano deformazioni grottesche, le teste sono fortemente modellate, con lunghi nasi stretti, a cuneo, appiattiti verso il lato del viso; nella donna in piedi, tocchi di verde creano le striature tipiche delle maschere africane, mentre il blu deforma il viso arancio del nudo accosciato.
>> In quest’ultimo inoltre sono infranti i canoni della prospettiva lineare: pur essendo ripresa di tre quarti di schiena, sono contemporaneamente visibili il viso, un seno e la schiena.

Sito Prodotto e Realizzato da Riccardo Conte